Guida Rapida alla Gestione Aziendale grazie alla Lean Startup

LeanStartup

Ogni volta che una startup fallisce c’è una grande perdita di denaro, di tempo, di passione e di competenze.

Ma come succede e com’è possibile prevenire questo tipo di situazioni?

Avere i giusti processi e pianificare correttamente le fondamenta della propria azienda permette di aumentare la possibilità di successo anche in condizioni sfavorevoli.

Stavo leggendo recentemente un libro molto interessante che riguardava non solo  la creazione di un’impresa, ma  anche la gestione della propria azienda in situazioni  sfavorevoli. (Nel caso te lo stia chiedendo, il libro di si chiama Lean Startup, è stato scritto da Eric Ries, ed è stato pubblicato nel 2011.)

Eric Ries spiega quali sono i principi di una Startup vincente e le fasi che devono essere seguite per  riuscire a crearla. In questa guida parleremo quindi degli aspetti generali della teoria Riessiana e che potranno essere applicati anche ad aziende già in funzione.

Prima di cominciare ti informo che è presente un gran numero di parole in inglese che sono state tradotte nella maniera più fedele e semplice possibile per aiutarti nella lettura dell’articolo: qualora abbia bisogno di ulteriori delucidazioni, non esitare a lasciare un commento!

Pronti?

I 5 Principi della Lean Startup

I principi della Lean Startup (tradotto in italiano sarebbe Startup leggera) si basano su una diversa gestione imprenditoriale dell’azienda, basata su  importanti principi da seguire e che permettono di ridurre le perdite, sviluppare nuovi prodotti o servizi con successo e creare un’organizzazione flessibile che può modificarsi con rapidità.

1 – Gli imprenditori sono dappertutto

Una startup è considerata una “istituzione umana designata alla creazione di nuovi prodotti o servizi in condizioni di estrema insicurezza”, quindi la definizione di startup non è influenzata dalla taglia dell’azienda, dalla tipologia di organizzazione o dall’industria di riferimento.

Tutti i membri dello staff sono degli imprenditori.

Proprio a causa di questa insicurezza è importante capire che tutte le persone coinvolte nel progetto sono considerate come imprenditori alla stregua dei fondatori dell’azienda o dei direttori, anche se parliamo di grandi aziende.

2 – L’imprenditoria è una forma di management.

Molte persone pensano che chi si occupa della gestione aziendale viva una vita noiosa e ripetitiva, mentre gli imprenditori vivono una vita professionale eccitante e fantastica.

In una Startup si ha una gestione in continua evoluzione che determinerà le sorti dell’azienda e di tutti gli impiegati.

Proprio per questa ragione il lavoro diviene più coinvolgente per tutti e scompare l’idea del classico lavoro meccanico e “poco imprenditoriale”: il metodo Lean Startup applica la teoria del Lean Manufactoring (produzione snella) con tutte le sue caratteristiche nei processi imprenditoriali.

Vuoi saperne di più sul Lean Manufacturing? Faccelo sapere nei commenti: potremmo fare una guida per aiutarti ad applicarlo alla tua impresa!

3 – Apprendimento convalidato.

Imparare è essenziale per le startup vista la mole di informazioni che accumulano giorno per giorno: devono conoscere i target di clientela, il mercato di riferimento, il metodo di vendita e i processi più corretti ed efficienti per la produzione.

Ma come si impara “la migliore maniera di fare” e apprendere senza sforzi inutili?

La chiave per migliorarsi e apprendere è comprendere quali siano gli sforzi che davvero producono miglioramenti e quali invece no.

Una volta appreso sarà necessario eliminare gli sforzi inutili e misurare i risultati a seguito di ogni analisi, in modo misurare il progresso reale realizzato.

Ma come fare tutto questo nella pratica? Lo vedremo più avanti con il metodo BDL.

4 – Build- Measure-Learn.

Build Measure e Learn (produci, misura ed impara) è una tecnica che ti permette di predire chi saranno i clienti di uno specifico prodotto o servizio.

Il metodo BDL (Build-Measure-Learn) risponde alla domanda: qual è il target di questo prodotto/servizio?

Questo metodo rimpiazza i due classici metodi utilizzati dagli entrepreneurs: l’approccio “just do it” (semplicemente fallo), dove si fa partire un prodotto senza nessuna, o minima, analisi, oppure si rischia di incorrere in una paralisi procedurale dovuta al tentativo di analizzare un progetto senza avere troppe informazioni.

Il metodo BDL permette di cambiare rotta quando necessario facendo i giusti cambiamenti al servizio, al prodotto o alla procedura da applicare.

5 – Innovation accounting.

Innovation Accounting significa definire metodi innovativi di analisi dello sforzo. Ma che cos’è l’accounting nella pratica?

L’accounting è l’insieme delle azioni che consentono di misurare, analizzare e documentare le attività svolte da un utente durante un accesso a un sistema – Garzanti 

Quindi che bisogna fare?

Bisogna applicare metodi di ricerca che permettano di misurare correttamente i progressi relativi agli obiettivi e alle priorità nel lavoro e quindi creare delle pietre miliari che permettano di calcolare in maniera accurata i processi.

Le 3 Fasi della Lean Startup

Questi 5 principi possono essere integrati in 3 fasi della Lean Startup, che ti permetteranno di creare un’impresa in maniera pratica, oppure di rendere la tua azienda innovativa.

Vuoi saperne di più su come rendere la tua azienda innovativa? Abbiamo una guida che fa al caso tuo! Clicca qui per leggerla subito!

Fase 1 – Visione

Visione

Creare una Startup è come guidare una macchina: è necessario sapere dove si sta andando. Per ottenere questa “visione” viene utilizzato un processo di roadmapping, come un modello di business o delle linee guida, attorno al quale vengono creati prodotti e servizi che permettano di raggiungere il proprio obiettivo.

La chiave per avere una visione corretta è evitare di creare strategie e prodotti attorno ad assunzioni che non sono mai state testate.

Queste assunzioni vengono chiamate nel testo Leap-of-faith Assumptions: sono delle ipotesi che, secondo il metodo Lean, devono essere prima testate. Ma come?

Si testano scomponendo la propria visione in componenti più piccole che permettono di identificare gli elementi a rischio.

Queste componenti possono essere poi testati durante qualche settimana piuttosto che durante mesi o anni di sviluppo attraverso il BDL e possono essere implementati parallelamente ad altri piani strategici.

In questa maniera si hanno diversi vantaggi strategici:

  • Se  il test ha funzionato, sarà possibile metterlo in pratica e lanciare fin da subito la campagna del prodotto.
     
  • Nel momento in cui il prodotto sarà pronto per la distribuzione in massa, si sarà già definito il target dei clienti, risolto i problemi critici e si saranno ottenute maggiori informazioni sui desideri del cliente.

Fase 2 – Guida

Guida

Durante questa fase sarà necessario fare più esperimenti possibili per testare le ipotesi create durante la fase di visione, in modo da identificare e correggere il più rapidamente possibile le variabili chiave che porteranno al successo.

In questa fase è necessario decidere se seguire la rotta stabilita o invertire direzione di marcia.

Attraverso la BML (che è stato accennato in precedenza), sarà possibile testare qualsiasi cosa e accelerare i processi di crescita.

Il processo di Build-Measure-Learn (produci, misura ed impara) è la colonna portante di questa fase e, per questa ragione, in questa guida verificheremo questi passaggi uno ad uno.

Build – Produci

Una volta scelta l’assunzione o l’ipotesi da testare, bisogna metterla in pratica.

Ma come?

Integrandola nei processi nella sua forma MVP

MVP significa Minimum Viable Product (tradotto: Minimo Prodotto Fattibile): il prodotto o il servizio da testare dovranno essere, infatti, ridotti all’essenziale, ai minimi termini, in modo che se ne possa verificare l’efficacia e il valore aggiunto.

La nostra ipotesi MVP sarà quindi testata e ci permetterà di capire quali sono i nostri clienti ed i loro bisogni, confermare che il prodotto o il servizio risolva veramente un problema (e che quindi sia utile) e si verificherà lo sforzo associato alla produzione del servizio o del prodotto.

Measure – Misura

Adesso è il momento di raccogliere i dati  ed i feedback ricevuti e determinare se il prodotto e lo sforzo richiesto per la sua creazione stanno avendo dei risultati soddisfacenti.

Valutare questi dati è cruciale per l’ottimizzazione dei costi e la prevenzione delle perdite.

Learn – Impara

Tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora risponde alla domanda: stiamo facendo abbastanza progressi e quindi possiamo  confermare che la nostra ipotesi originale sia corretta?

Se sì, perseveriamo, altrimenti sarà necessario compiere un cambiamento di rotta.

Questa decisione non è semplice e ci sono moltissimi fattori da prendere in considerazione.

Nel libro di Reis vengono introdotti vari concetti, come il concetto di “startup runway”, cioè una lista di possibili manovre da seguire in caso sia necessario cambiare direzione, e vari esempi pratici e consigli che possono aiutarti a capire quale decisione sia la più corretta.

Fase 3 – Accelerazione

Accelerazione

Una volta confermate le varie ipotesi, valutate le manovre da eseguire per migliorare il risultato e testato il tutto nella propria versione MVP, sarà possibile passare alla terza fase, l’accelerazione.

In questa fase si devono velocizzare ed ottimizzare i processi, muoversi più velocemente alla ricezione di feedback e rinforzare le fondamenta dell’impresa per ricominciare ad innovare e crescere.

Nella fase di accelerazione ci sono moltissimi punti da sondare che possono essere utili per l’azienda: in questa guida ne elencheremo alcuni e, qualora fossi interessato, saremo felici di entrare più nel particolare con un’analisi più dettagliata di alcuni di questi punti.

Le idee chiave della fase dell’accelerazione sono:

Lo small-Batch approach – Permette di processare ed ottenere feedback il più rapidamente possibile

Just-in-time production – Permette di minimizzare le perdite, specialmente negli sforzi legati al design e all’innovazione.

Growth Strategy – È l’applicazione di strategie di crescita grazie al concetto delle risorse di crescita sostenibile ed i 3 motori di crescita.

Adaptive Organisation – Regole su come rendere la propria azienda il più flessibile possibile e rendendola quindi più manovrabile, il tutto seguendo il metodo dei 5 perchè.

Innovative Company – Regole su come rendere la propria azienda il più incline possibile all’innovazione in  maniera sistematica, in modo da creare nuovi spunti di creazione ed innovazione regolarmente.

Una piccola vista d’insieme sul libro e su questa Guida

Questa guida permette di avvicinarti in maniera semplice e analitica a questa innovativa maniera di gestire la propria azienda, ma non rimpiazza il libro Lean Startup scritto da Eric Reis, anzi, è un invito a leggerne il contenuto.

Ciò nonostante questa guida ti permetterà di verificare se la tua azienda sta già applicando questo tipo di strategia o se ha bisogno di cambiare per adattarsi meglio a questa nuova strategia.

Ti è piaciuto l’articolo e vorresti degli approfondimenti? Ricorda di farcelo sapere nei commenti!

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Marco Verdi Demma

Un creatore di contenuti sempre insoddisfatto e alla ricerca dell'articolo perfetto. Risponde al motto “l'utile per scopo, il vero per soggetto, il blog per mezzo”.

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